Segnalazione: La Storia di Kullervo di J.R.R. Tolkien

Benvenuti, mercenari, navigatori dei vari universi fantastici, lettori instancabili, e amanti della letteratura fantastica assortiti, a tutti voi, io, il Capitano, porgo i miei soliti saluti più sentiti e lo stesso fa la Compagnia Dorata tutta.
Fasciatevi in stoffe elfiche e prendete la vostra copia del Signore degli Anelli, (Come non avete una copia del Signore degli Anelli? Eresia! Andatevene a procurare una! Possibilmente con la traduzione vecchia che quella nuova non è apprezzabile!) intonate canti che parlano della perduta luce degli alberi di Valinor e non date retta a quel tizio vestito di nero che cerca di regalarvi un anello, potrebbe avere qualche oscuro secondo fine, che potrebbe condurvi a diventare suoi schiavi e servi.
Fatto? Bene, ora che siete entrati nell’atmosfera giusta possiamo proseguire.
Oggi, come ampiamente promesso, vi parlerò della “La Storia di Kullervo” scritta dal migliore di tutti noi, nonché padre della letteratura fantasy, nonché l’unico uomo la cui storia sentimentale fa invidia a quella della sua più toccante eroica e mitologica storia d’amore, il sempre magnifico J.R.R. Tolkien.
Trovate sia stato troppo smielato?
Mai! Nessuno è mai troppo smielato nei confronti del Vate! Ed ora parliamo di questo libro.

Ecco la copertina inglese de “La Storia di Kullervo”
Ecco la copertina inglese de “La Storia di Kullervo”

Ora, come già detto nella puntata precedente, il buon Tolkien trasse soggetto e ispirazione dal Kalevala, poema epico composto da Elias Lönnrot sulla base dei racconti popolari e dei poemi finlandesi ovviamente orali che lui più o meno arrangiò e unificò costruendo appunto il Kalevala.
Ovviamente come potrete ben immaginare il giovane Tolkien si sballava con le lingue finniche e ancora di più con le mitologie finniche, che dire, amore a prima vista no?
Rimase così colpito dalla narrazione che decise di scrivere un racconto lungo ispirato ad alcuni Runi (capitoli) del Kalevala, e, per essere precisi, ai Runi 31, 32, 33, 34, 35 e 36, capitoli che appunto parlano del più tragico eroe della mitologia finnica, un certo Kullervo, figlio di Kalervo, allevato da un mago oscuro, che cercò per più volte di ucciderlo, protetto da un cane nero e venduto come schiavo che, ovviamente giurò vendetta non riuscendo a scampare al suo orrendo e tragico fato.
La Storia di Kullervo è un incompiuto, badate bene,e fa parte della lunga serie di storie scritte da Tolkien per tutta la sua vita dal 1914 in avanti.
Ricordiamoci inoltre il facile collegamento col più tragico degli eroi Tolkieiani, e cioè Turin Turambar, anche se, personalmente, aspetterò di leggere il suddetto “La Storia di Kullervo” per dirvi se davvero trovo che un collegamento ci sia tra le due vicende.
E per oggi è tutto amici, altre notizie non sono giunte alle mie orecchie, sia reali sia telematiche, per cui dobbiamo accontentarci, oh, quasi dimenticavo, il volume è già disponibile in inglese col titolo “The Story of Kullervo” se siate sufficientemente abili da comprendere la prosa aristocratica del buon Tolkien fatevi sotto!
Detto ciò, alla prossima settimana miei prodi viaggiatori, intrepidi esploratori dei mondi fantastici e ovviamente mercenari di carriera! La Compagnia Dorata sarà qui, con nuove, esaltanti e inimmaginabili avventure.

Pss! Ehi, sì, voi, venite più vicini, c’è la possibilità concreta che la prossima settimana o quella successiva si torni a frugare tra gli scritti del vecchio Lovecraft!

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