Il Bestiario della Compagnia Dorata 01 -Il Vampiro-

Benvenuti! O guerrieri e guerriere, maghi e maghe, streghe e stregoni, mercenari e in definitiva a tutti voi che bazzicano per questi luoghi fantastici, a tutti voi io, il Capitano della Compagnia Dorata, e la Compagnia stessa vi auguriamo un dorato giorno.
Venite, appropinquatevi al focolare, anche oggi si apre un sipario nell’infinita serie di avventure e imprese compiute dalla Compagnia, e anche quest’oggi vi parlerò di una creature magica, ma non di una qualsiasi, oh no, oggi si parla di vampiri, di bastardi succhia-sangue con i denti troppo lunghi.
Per cui bando alle ciance, preparate le collane d’aglio, i paletti di frassino e immergetevi col Sottoscritto ed il Dottor Van Helsing (anche lui fa parte della Compagnia, perché? Ne dubitavate?) in qualche cripta puzzolente o castello est europeo abbandonato, per fare ciò che va fatto ai vampiri, e cioè farli esplodere come solo Jack Crow sa fare.

Vecchio Jack, nessuno li fa più esplodere come te!

Vecchio Jack, nessuno li fa più esplodere come te!

(Ovviamente si tratta di creature fantastiche e anche quello che riguarda è fantastico, non fate come i contadini settecenteschi! Non scavate nei cimiteri se vi viene l’influenza, prendetevi un’aspirina!)
Ma cominciamo da punto migliore e cioè dall’inizio, i vampiri, hanno una caratteristica che li accomuna in tutti i folclori di cui fanno parte ed è anche la caratteristica che li rende differenti da un qualunque altro non morto (no, so cosa state pensando, è il luccichio dei loro addominali scolpiti, ma no, siete sulla strada sbagliata, e se avete fatto questo pensiero, coraggio, dieci flessioni, non possono che farvi bene) è che succhiano sangue.
Per chi avesse un certo grado di feticismo per le derivazioni etimologiche è probabile che termini come “Vampiro” in italiano o “Vampyre” in francese o “Vampir” in tedesco o ancora l’inglese “Vampire” derivino dal Serbo-croato “Vampir”.
E ora un po’ di storia, un po’ tutti, da greci ai babilonesi passando per romani ed ebrei avevano i loro mostri assetati di sangue umani, più o meno spirituali, ma tutti avevano quella deplorevole passione per il sangue umano.
La vera origine dei Vampiri così come li conosciamo oggi è da cercarsi però nell’Europa dell’est. Che fossero originati da morti non pacificati, streghe o cadaveri posseduti da strane entità il risultato era sempre lo stesso, il vampiro come ce lo immaginiamo oggi, più o meno.

Ciuffo oramai fuori da ogni controllo, giacchetta di tendenza e colorito cadaverico, è questo il vampiro che ci immaginiamo oggi?

Ciuffo oramai fuori da ogni controllo, giacchetta di tendenza e trucco impeccabile, è questo il vampiro che ci immaginiamo oggi?

Guardatelo! Vecchio, un po’ gonfio, cadaverico! Il vampiro tradizionale è decisamente superiore! Decisamente!

Guardatelo! Vecchio, un po’ gonfio, cadaverico! Il vampiro tradizionale è decisamente superiore! Decisamente!

Infatti il vampiro originario era descritto come un essere dalla pelle brunastra, tesa, dal corpo rigonfio e colante sangue dal naso e dai lati della bocca, mentre i capelli e le unghie avrebbero continuato a crescere dopo la morte.
Tutte caratteristiche riscontrabili nei cadaveri ad un certo grado di decomposizione.

Come si originano i succhiasangue:
E ora un po’ di notizie dal mondo, fidatevi, sono divertenti, anche se in un modo macabro. Secondo il folclore cinese se un gatto ti passava sulla tomba eri a rischio di diventare un non morto, e comunque il rischio si sarebbe presentato comunque qualora non si fosse trattato il cadavere con acqua in ebollizione. Scusate ma qui mi sono immaginato legioni di contadini cinesi intenti a bollire i cadaveri dei cari, lo so che è di cattivo gusto, ma viene in mente no?
Per il folclore russo i vampiri erano streghe morte o comunque persone che durante la vita erano andate contro la chiesa.
Per evitare che il caro estinto si vampirizzasse i metodi erano molteplici, dal mettergli nella tomba una croce di cera ed un pezzo di coccio con su scritto “Gesù Cristo Vince” al mettere falcetti e simili vicino alla tomba sino a seppellire il morto a faccia in giù, coprirgli la tomba di semi di lino o miglio oppure, in Cina, chicchi di riso. Pareva infatti che i vampiri soffrissero di aritmomania, immaginatevi l’Edward che appena entra in casa di Bella va a cercare il pacco del riso e si mette a contare i grani tutto goduto! Che figata!

Questo li fermerà! L’arma definitiva! Il tremendo, aberrante, ineguagliabile, onnipotente pacco di riso! (disponibile in vari colori per una caccia al vampiro più coordinata)

Questo li fermerà! L’arma definitiva! Il tremendo, aberrante, ineguagliabile, onnipotente pacco di riso! il Pacco di Riso of doom! (disponibile in vari colori per una caccia al vampiro più coordinata)

Per chi apprezzasse i metodi più pesanti e truculenti c’era, oltre al taglio dei tendini, il fare a pezzi il cadavere ricomponendolo in modo strano (gambe incrociate sotto la testa, testa girata al contrario, braccia segate e girate al contrario) in modo che il non morto, un tempo caro estinto, non potesse uscire.

Come identificare un succhiasangue:
Ma come identificare la tomba di un vampiro? Se ci pensate identificarlo non era facile, magari tu pensavi fosse lo zio Franco, che aveva sempre rotto i coglioni in vita e poi veniva fuori che era la cara nonna, ma nel frattempo lei ti aveva già succhiato metà della famiglia!
Vediamo dunque i metodi tradizionali e fidatevi, c’è di che divertirsi, innanzitutto prendete uno stallone, vergine e di pelo nero, mi raccomando, e ficcategli in groppa un ragazzo vergine, fatto? Bene ora liberate il duo vergine per il cimitero e vedete dove si ferma lo stallone, quella sarà sicuramente la tomba incriminata.
Attenzione però, se doveste trovarvi in Albania lo stallone deve essere bianco.

Che fosse a caccia di Vampiri in Albania? M.. forse no, non mi risulta fosse vergine a quel tempo

Che fosse a caccia di Vampiri in Albania? M.. forse no, non mi risulta fosse vergine a quel tempo

Se non doveste avere a disposizione un cavallo e un ragazzo con le caratteristiche suddette ci sono metodi più pratici, per esempio, si riteneva che la presenza di buche sul terreno al di sopra di una tomba fosse indice di un vampiro in agguato.
Non dimentichiamoci poi che i vampiro venivano collegati alle morti di bestiame, al movimento innaturale degli oggetti, alle malattie e agli incubi.
In pratica ogni male che potesse capitare ad un contadino del 1700 era attribuibile ad un vampiro.

Come proteggersi da un fottuto succhiasangue:
Ma come proteggersi dal rampante vampiro? I metodi della nonna sono sempre i migliori! Partendo dall’aglio, e arrivando alla verbena, al biancospino o alla rosa selvatica, non dimenticandosi però della Senape, i cui semi sparsi sul letto avevano il potere di tener lontano anche il vampiro più malfidente.

Lui importuna la vostra ragazza? Fa si che lei paragoni la vostra pancia ai suoi addominali posticci? Vi tedia col suo ciuffo? Vi abbaglia con i suoi brillantini? Affrontatelo a colpi di senape e verbena! Non avrà scampo!

Lui importuna la vostra ragazza? Fa si che lei paragoni la vostra pancia ai suoi addominali posticci? Vi tedia col suo ciuffo? Vi abbaglia con i suoi brillantini? Affrontatelo a colpi di senape e verbena! Non avrà scampo!

Non scordiamoci l’aiuto dell’Altissimo! Acqua santa, rosari e crocifissi, tutti letali per il non morto più famoso di tutti i tempi. Inoltre il terreno consacrato sarebbe loro precluso, come l’attraversamento dell’acqua corrente.
Va poi considerato che gli specchi sono in qualche modo deleteri per i vampiri, posizionarne uno davanti alla porta li disorienta o spaventa, in ogni modo, ne evita l’ingresso.
Oh, vi sentite sicuri vero? Armati di chicchi di senape, riso e biancospino, con le fionde caricate ad aglio e uno specchio come scudo pensate di poterli affrontare vero? Ma sbagliate! Il Vampiro del folklore popolare è infingardo!
Eh, lo so, voi confidavate nella luce del giorno per prepararvi! Ignari! Il vampiro non teme la luce del sole! È una costruzione successiva, moderna! Anche se va constatato che prediligono le ore notturne per agire.
Ad ogni modo se non lo invitate in casa non potrebbe entrare, ma basta una volta un invitino, magari estorto e zac, siete fregati! Potrà entrare e uscire a piacimento, peggio dei parenti a natale.
Ma veniamo al metodo più affermato, amato e utilizzato nella storia (romanzesca a filmato grafica) del vampiro per ucciderlo! Il Paletto!
Di frassino in Russia, di quercia in Slesia, di biancospino in Serbia, il paletto è da sempre l’arma più efficace per liberarvi da un non morto succhia sangue un po’ troppo tachente, solitamente il bersaglio preferito è il cuore, ma in Russia e Germania preferivano impalarli attraverso la bocca, mentre in Serbia preferivano trapassargli lo stomaco. Degustibus.

Kit ottocentesco per difendersi da creature maligna varie, sì, esistevano e ovviamente il paletto non poteva mancare!

Kit ottocentesco per difendersi da creature maligne varie, sì, esistevano (i Kit) e ovviamente il paletto non poteva mancare!

Per chi non apprezzasse i paletti restava le decapitazione con la testa infilata, tenetevi forte, sotto i piedi, dietro le natiche o lontano dal corpo.
I nomadi preferivano andare sul sicuro infilando aghi di ferro nel cuore del cadavere, oltre a infilare pezzi di ferro nella bocca, sugli occhi, sulle orecchie e tra le dita al momento della sepoltura al grido di prevenire è meglio che curare.
Alle volte preferivano mettergli del biancospino in una cazza o piantargli dei paletti nelle gambe.
In Romania andava forte l’aglio in bocca mentre nei Balcani si preferiva sparare al vampiro, spruzzarlo di acqua santa e ripetere il funerale.
Un po’ ovunque si utilizzavano i due metodi più tradizionali, cioè gettare acqua bollente sulla tomba o, se proprio il vampiro non voleva morire, dandogli direttamente fuoco.
Noi italiani però ci distinguiamo sempre per finezza, nel 2006 a Venezia hanno ritrovato il corpo di una donna risalente al sedicesimo secolo con un mattone ficcato a forza in bocca, la cosa è stata interpretata come un rituale anti vampiro.
E ora che questa allegra parabola sul folclore legato al vampiro è conclusa, ragazzi, si parla di carenza di fantasia nella narrativa fantastica, ma guardate i nostri antenati cosa si sono tirati fuori in fatto di credenze! Basta una buona dose di ignoranza e tanta superstizione e vedete cosa salta fuori! Detto ciò, volete dirmi che non scorgete una sottile vene di trash?
Alla prossima miei prodi mercenari, per nuove esaltanti, brillanti, metalliche e soleggiate avventure insieme alla Compagnia più luccicante di tutte, la Compagnia Dorata!

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