Il Bestiario della Compagnia Dorata 01 – il Revenant –

Un dorato giorno a tutti, miei prodi viaggiatori, esploratori, cacciatori di reliquie varie, amanti del fantasy, soldati e streghe, maghi e guerriere (magari dagli strani colori di capelli) e, nello specifico, a tutti coloro che, quando leggevano del Professor Abraham van Helsing, si dicevano “Cazzo, voglio fare il medico per cacciare i fottuti vampiri!”.
Sì, perché oggi inizia un nuovo meraviglioso, sfavillante e chiaramente dorato ciclo della Compagnia più luccicosa di tutte, la Compagnia Dorata di cui ho l’onore di essere il Capitano.
Dovete infatti sapere che la Compagnia esiste da lungo tempo e che purtroppo risente anche lei dei problemi del mercato, in altre parole, anche la Compagnia ha affrontato momenti di crisi, e parecchi.
Lo so, è triste, ma è così, non sempre ci sono nemici da combattere, non sempre gli orrori del fantasy si presentano alla porta, pronti a essere affrontati lancia in resta, per cui la Compagnia ha dovuto spesso riciclarsi come banda di cacciatori di creature magiche varie, con buona pace degli strighi.
Nel corso dei numerosi anni di lotte abbiamo redatto un bestiario, questo (ovviamente rilegato in lingotti d’oro), bestiario che ora passerò a sottoporvi!
Ma bando alle ciance e iniziamo col botto, ecco a voi il revenant (ovviamente si tratta di creature fantastiche e anche quello che riguarda è fantastico)!

no, non questo revevnant ...

no, non questo revevnant …

... e no! Non questo! Che cazzo! ...

… e no! Non questo! Che cazzo! …

... ecco, una cosa del genere va meglio!

… ecco, una cosa del genere va meglio!

La parola Revenant è legata, come intuibile, al concetto di ritorno, e, per chi si infottasse di grammatica francese, è il participio presente del verbo Revenir (ritornare).
Secondo il Merriam-Webster dictionary il revenant è “one that returns after death or a long absence”.
Ora, in generale posso dirvi che un revenant dovrebbe essere la macrospecie del morto vivente, un essere tornato dalla tomba per perseguitare, fare casini, mangiare cose che non dovrebbe mangiare, far ammalare o semplicemente uccidere altri che nella tomba non ci sono ancora stati.
Un esempio, poiché siamo in tema di influenze e primi raffreddori, certo, potrebbero essere opera di batteri e virus, ma siete sicuri che un vostro lontano zio che non avete mai conosciuto non vi faccia ammalare dalla tomba?
Quel “o una lunga assenza” si dovrebbe riferire a fenomeni anacronistici, come, per esempio, al ritorno di uno scomparso dopo un tempo eccessivamente lungo per crederlo possibile, per esempio cinquant’anni o un secolo, e magari con lo scomparso non invecchiato.
Ma dove è nato questo simpatico antenato, questo anello originario dei non morti? In Europa ovviamente, ma attenzione, esistono due tipi di Revenant, entrambi legati alla magia nera.
Nel primo caso abbiamo uno stregone tornato dalla tomba, nel secondo, un morto richiamato alla vita da uno stregone.
Ma quali rimedi, la sapienza popolare proponeva per opporsi al temuto Revenant?
In effetti, molti e tutti più che trash e splatter, da applicare durante il giorno, quando il non morto generico (per lo più un parente defunto che perseguita la famiglia) è dormiente, ma ci sono casi di attacchi al non morto notturni, per chi ama il rischio suppongo.
Ma veniamo alla parte Trash, perché senza trash non c’è divertimento vero? Come fermare il non morto? Innanzitutto scoperchiandogli la tomba, e poi controllando il suo stato di decomposizione, se non abbastanza avanzato o se presenti segni come unghie lunghe o capelli e barba in crescita si è di certo davanti a un revenant!
Immaginatevi una ventina di persone, malticce, armate di seghe e forconi che zampettano in un cimitero, scoperchiano una tomba e cercano di capire se il defunto sia o no abbastanza marcio! Il fattore trash si innalza!
Constatata la natura di Revenant del morto, si rende necessario operare affinché smetta di dare problemi, uno dei metodi più in voga era quello di girarlo a pancia sotto, in modo che scavando per uscire si seppellisse sempre di più (non morti dall’intelligenza limitata nella nostra amata Europa).
Per chi invece apprezzasse le maniere più pesanti ci sono altri metodi, uno consiglia di segare gli arti del defunto affinché non possa più muoversi, un altro di piantargli chiodi benedetti nel cranio, un altro ancora di andarci giù pesante di paletti, benedetti possibilmente. Quello che raggiunge il livello più alto di splatter e trash è però il seguente, in pratica al non morto venivano segati gli arti, gli venivano incrociati sotto la testa i femori e la testa veniva a sua volta segata e girata al contrario.
Che dire, una sorta di puzzle umano.

Per quest’oggi la puntata della Compagnia Dorata è giunta al termine, e tanto io, il Capitano della Compagnia Dorata, quanto la Compagnia Dorata stessa, vi salutiamo, vi auguriamo un buon fine settimana e vi diamo appuntamento alla prossima, per nuove, esaltanti, esilaranti, avventurose e soprattutto dorate peripezie della Compagnia più luccicante di tutte.

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