Gli Dei Esterni di Lovecraft 08, Nug e Yeb

Un dorato giorno a tutti, o mercenari, stregoni, streghe, amanti del modellismo, dei giochi da tavolo, e di tutto ciò che ha a che fare col fantasy! A ognuno di voi, io, il Capitano della Compagnia Dorata, Porgo i miei saluti più distinti!
Ma che si alzino gli stendardi della Compagnia! Che il loro prorompente luccichio rischiari questa uggiosa giornata autunnale, che le lance siano puntate, le balestre tese, gli scudi sollevati e asce e spade estratte, perché è giunto il tempo per la Compagnia di rituffarsi nella fantasia dello scrittore più solare di sempre, e cioè il nostro beniamino, lo sfolgorante, l’allegro e l’amante dei cimiteri durane la notte, Howard Phillips Lovecraft, per gli amici H.P. o ancora più amichevolmente Lovy.
Eh sì, ve l’avevo detto che avremmo fatto una capatina nel mondo fantastico di questo personaggio pieno di gioia di vivere ed io pago sempre i miei debiti (non ho potuto resistere), ma prima di parlare più diffusamente di qualche aborto malato partorito dalla sua mente contorta (che peraltro io apprezzo molto) vi aggiorno su qualcosa che certamente vi starà a cuore.
La lettura dell’opera omina (quella uscita fin ora) di Andrzej Sapkowski procede, entro non troppo potremmo parlarne con dovizia in alcuni articoli dedicati, ma non temete, non saranno troppo noiosi.
Forse.
Detto ciò, via di filato verso un nuovo, blasfemo e tremendo, putrescente, non euclideo e ovviamente inconcepibile orrore!
Evvai!
Perché, si sa, se non ti conduceva alla pazzia con una sbirciatina al nostro beneamato Lovecraft non poteva interessare, ma per questa puntata (che rassicuro, non sarà l’ultima dedicata a Lovy e al suo mondo) il piatto è ricco come non mai!
Venghino signori, venghino! Oggi la Compagnia offre de Dei Esterni al prezzo di uno, ecco a voi i Gemelli Blasfemi, Nug e Yeb.

Nug e Yeb, i teneri gemelli blasfemi
Nug e Yeb, i teneri gemelli blasfemi

Ma da dove saltano fori questi due cosi? So che la curiosità vi sta divorando, infatti, se sono gemelli dovranno avere qualcosa in comune, tipo l’aspetto, o, che so, la madre.
Madre? Ho detto Madre? Oh, ma se dico madre cosa vi viene in mente? Probabilmente altro, ma se avete letto troppo Lovecraft non ò che balenarvi in mene il nome di Shub-Niggurath (cui è stato dedicato un articolo) anche detta “il capro nero dai mille cuccioli”.
Sì, perché Nug e Yeb sono i suoi adorabili figlioli, e come vedete dalla spetto la mela non è caduta lontano dall’albero.
Ma veniamo a noi, cosa fanno nella sconfinata eternità a loro diposizione i nostri fantastici Nug e Yeb? Beh, ci sono varie congetture al riguardo perché il buon vecchio Lovecraft non è stato gran che chiaro al riguardo.
Innanzitutto Nug e Yeb appartengono al cosiddetto “Ciclo delle Revisioni” una serie di dei, di cui fa anche parte la loro madre, utilizzato da Lovecraft per le revisioni degli scritti dei suoi clienti, gente che lo pagava per farsi riscrivere i racconti affinché fossero scritti degnamente.
Il primo racconto in cui compaiono è “l’Ultimo esperimento di Claredon” e ovviamente non si trova più che una veloce citazione, ma sufficiente a delineare alcuni caratteri, tra cui il collegamento alla mitologia tibetana.
Ora, è mia opinione che il riferimento alla mitologia tibetana fosse stato messo lì più per armonizzarli col contesto del racconto che per spiegare ai lettori da dove venisse l’ispirazione dei due esseri, e sarebbe per altro naturale.
Suppongo, e lo suppone anche Massimo Guzzanti in “Lovecraft oltre la Soglia”, e precisamente a pagina 264, che Nug e Yeb derivino dagli egiziani Nut (dea del cielo) e Geb (dio della terra), una sorta di Urano e Gea del Nilo, che, almeno da un punto di vista fonetico sono estremamente somiglianti, inoltre non va sottovalutata la passione di Lovy per l’Egitto e il fascino macabro che questo esercitava su di lui (tutte quelle mummie e quelle piramidi, quelle tombe e quelle divinità mostruose lo facevano andare in solluchero).

Un’altra possibile forma di Nug e Yeb, forse più simile all’originaria idea di Lovecraft (come vedremo in seguito).
Un’altra possibile forma di Nug e Yeb, forse più simile all’originaria idea di Lovecraft (come vedremo in seguito).

Un’associazione possibile ai caratteri dei due Gemelli Blasfemi è quella che vede in Nug una manifestazione dello spirito e in Yeb una personificazione della materia, ma questa è per lo più costruzione.
Inoltre nella letteratura ispirata al vecchio Lovecraft è sorta in seguito l’idea che Nug fosse il “Genitore” di Cthulhu mentre Yeb dovrebbe essere il genitore di Tsathoggua, almeno, da cosa dice Robert M. Price nel suo articolo “On the Natures of Nug and Yeb” (Dissecting Cthulhu: Essays on the Cthulhu Mythos, edizioni S.T. Joshi, 2011).
Lo so, sembra impossibile, ma se ne parla di queste cose, da alcuni sono ritenuti persino argomenti caldi, fate voi.
Questo è rincuorante, almeno so di non essere l’unico che si prende bene scoprendo che Yog-Sothoth ha un paio di gemelli.
Sì, perché le teorie più accreditate danno come padre dei due Yog-Sothoth, almeno, sempre secondo Robert M. Price, infatti per August Derleth il padre sarebbe Hastur. C’è poi la possibilità (parola di Robert M. Price), che il padre sia in verità Yig, il dio serpente (e questo dimostra che il gene della soap-opera è umano e presente anche quando si fa letteratura fantastica seria). Possibilità avvalorata dalla natura “egiziana” dei due gemelli.
Inoltre, ma prendete questa informazione con le pinze perché viene dalla H.P. Lovecraft Wiki (sì, sono uno spocchioso che se non trova una fonte si schifa) che Nug sia in qualche modo collegato ai ghouls (sì, i mangiatori di cadaveri, pensate che nei racconti in cui compaiono sembrano delle persone a modo rispetto al resto, fatevi due conti) ed è definito loro dio, mentre il suo gemellino, Yeb sarebbe il capo del culto alieno di Abhoth, un altro simpatico Dio Esterno di cui parlerò in un articolo dedicato.
Ma veniamo al sodo, che aspetto dovrebbero avere i gemellini? Molto semplice, Lovecraft non li descrive mai nei racconti.
Ma non temete, ci vengono in aiuto le sue lettere, infatti, in una di esse, inviata al Dr. Price e risalente al 1936, Lovecraft descrive Nut e Yeb come gemelli, dall’aspetto vagamente sferoidale o ovale dal diametro di dieci piedi (tre metri?).
In “The Black Litany of Nug and Yeb” (Blood Will Have Its Season di Joseph S. Pulver, Sr., 2009) Nug e Yeb vengono descritti come draghi uno rosso e l’altro nero, ma questo mi sembra un leggero tradimento dell’idea originale e per nulla in accordo con la produzione lovecraftiana.
Ma ora basta parlare di mostruose divinità aliene, per oggi è tutto Mercenari! Vi aspetto alla prossima puntata, con nuove, esaltanti, improbabili e luccicanti avventure della compagnia più brillante che mai sia esistita, la Compagnia Dorata!

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