Gli Dei Esterni di Lovecraft 07, Cthulhu

A voi! O tutti voi che seguite questo blog, voi guerrieri e guerriere, voi streghe e stregoni, voi maghe, ninfe, barbari, strighi e strighe, hobbit, persino a voi chierici e ladri, a voi tutti che amate la letteratura fantastica ed il mondo che le ruota intorno, a voi tutti, io, Il Capitano della Compagnia Dorata, porgo i miei più sentiti saluti e allo stesso tempo, le mie scuse.

Scuse perché la settimana scorsa il blog non ha sfornato il suo consueto articolo, ma ho ben due meravigliose e chiaramente luccicanti scuse da gettarvi negli occhi per non farvi notare la cosa.

La prima, è facilmente intuibili, ovvero, sulle pareti della tomba di Nephren ka c’era scritto chiaramente che non ci sarebbero state recensioni in quella settimana per cui non avreste dovuto esserne sorpresi e il fatto che non abbiate potuto consultare le pareti della suddetta tomba è qualcosa che sfugge dal mio controllo.

La seconda (e forse più seria) è semplice, e cioè esami, i tremendi e orridi oltre ogni possibilità e ritegno, esami.

Anche blasfemi.

Successivamente agli esami c’è stata una doverosa pausa riposante di alcuni giorni.

Doverosa perché non ricordavo più il mio nome e blateravo solamente più un ristretto numero di parole “traduzione, semiotica, traduzione”.

Ma ora, ritemprato, riposato, e con la corazza più lucida che mai, il vostro Capitano è pronto per tornare sul campo, guidare la Compagnia nei più oscuri meandri del trash e anche in luoghi non meno terribili ma più acculturanti.

Messo davanti al cosa affrontare questa volta non mi restava che issare il vessillo in puro filo d’oro 24 carati massiccio di fronte ad un qualcosa di molto grande.

Per cui, cosa, cosa questa settimana la Compagnia Affronterà?

Molto semplice amici, molto semplice, per gentile “concessione” di Elric di Melnibonè la Compagnia si è procurata le navi necessarie ed ora le geometrie non euclidee di R’lyeh si stagliano di fronte a noi, c’è anche un simpatico mostro alato alto una quarantina di metri con la testa da polpo che ci saluta dalla spiaggia, è lui di cui parleremo, il simpatico, solare e oltremodo profumato Cthulhu!

Cthulhu, l'ideale sognarselo di notte vero? Lovecraft lo faceva.

Cthulhu, l’ideale sognarselo di notte vero? Lovecraft lo faceva.

Probabilmente il più famoso e conosciuto dei Grandi Antichi, figlio, progenie, parente o quanto mento, creatura collegata agli Dei Esterni (Lovecraft dice testualmente “Cugino”) di cui è grande sacerdote.

La sua è una storia come quelle di tanti, un giorno discese sulla terra dagli oscuri baratri cosmici in cui aveva trovato i natali accompagnato da un gruppo di simpatici amici, la “progenie/prole stellare di Cthulhu”, tutti insieme costruirono o fecero costruire, non è ben chiaro, la città mostruosa di R’lyeh (anche detta La Città Cadavere), di cui si sa poco, ma di certo sarebbe stata costruita secondo una geometria non euclidea, provocherebbe orrore, ribrezzo e terrore in chi la guarda, nonché un senso perenne di aberrazione e “sbagliato”.

Che dire, un luogo da favola per le vacanze.

Ma non è finita qui! La fondazione della più orripilante delle città risalirebbe a circa trecentocinquanta milioni di anni fa, si avete letto bene, e dovrebbe sorgere, secondo il buon vecchio Lovecraft a 47°09′S 126°43′W mentre, stando a August Derleth sarebbe situata attorno al 49°51′S, 128°34′W. Entrambi i luoghi, se controllate, cartina alla mano, vi accorgete siano più o meno in mezzo al nulla nel centro del pacifico meridionale.

E ora veniamo alla terza informazione, R’lyeh sarebbe completamente sottomarina, una sorta di Atlantide mostruosa che potrebbe risalire in superficie quando le stelle o i movimenti della crosta terrestre lo vorranno.

Ma torniamo a noi, che ci farà il nostro buon Cthulhu a migliaia di metri sotto la superficie dei mari? Semplice, dorme, e per chi si stesse domandando “ma da trecentocinquanta milioni di anni?” è facile rispondere, sì, più o meno sì, probabilmente da un po’ meno.

Ah! Casa dolce Casa!

Ah! Casa dolce Casa!

Quale sia la storia di Cthulhu dopo la discesa sulla terra e la fondazione della sua città mostruosa è difficile stabilirlo, è probabile che assieme ai suoi amichetti e agli altri Grandi Antichi abbia spadroneggiato sulla terra per qualche tempo, successivamente è probabile che altre creature provenienti dallo spazio l’abbiano combattuto e infine sconfitto, esse dovrebbero essere gli “Antichi” (da non confondere con i Grandi Antichi) e la razza di Yith. Con la caduta di Cthulhu centrerebbero anche le stelle, che ne influenzerebbero il ciclo vitale, lasciandolo sveglio o facendolo sopire per lunghi lassi di tempo (e con lunghi si intende mooooolto lunghi).

Così non è ben chiaro se sia rinchiuso o se si sia stato rinchiuso nella sua città sottomarina.

Ma veniamo a cose più interessanti, Cthulhu, spesso definito il “grande Cthulhu” è uno dei Grandi Antichi e forse la più famosa e di più successo tra le creature inventate da quel solare simpaticone di Lovecraft.

Un uomo, ricordiamolo, che per provarci cin una dolce signorina l’aveva portata a fare un giro al cimitero. Di notte. E si era messo a raccontare storie orrorifiche con un tono di voce tetro.

Secondo le varie descrizioni avrebbe un aspetto vagamente antropomorfo, con la testa polipoliforme, arti esili e allungati e grandi ali da pipistrello.

Ovviamente avrebbe un colore tra il verdastro e il marrone decomposizione e puzzerebbe più di un armata lasciata al sole a marcire.

Questo ovviamente perché, ricordiamolo:

Non è morto ciò che può vivere in eterno, | E in strani eoni anche la morte può morire”.

Ah, la simpatia!

Non ne fanno più ai giorni nostri di scrittori così!

Ma torniamo al buon vecchio Cthulhu, ovviamente di lui parlerebbe il Necronomicon con ampiezza di particolari, il libro fittizio inventato da Lovecraft, ma anche qui si cela un piccolo mistero, per anni hanno continuato a spuntare fuori varie versioni del libro che sostenevano di essere autentiche e lo stesso Lovecraft alle volte scrive di averlo consultato.

Mistero?

Cazzo! No! Non questo mistero!

Cazzo! No! Non questo mistero!

Ad ogni modo, si parla diffusamente di Cthulhu nel racconto “Il Richiamo di Cthulhu” in modo superficiale in altri, tra cui “L’orrore di Dunwich”, “La Maschera di Innsmouth”, “Colui che Sussurrava nelle Tenebre” e nel romanzo breve “Le Montagne della Follia”.

Derleth nei suoi rifacimenti successivi ha rielaborato e allargato il lavoro portato avanti da Lovecraft, stravolgendolo alle volte, per esempio, secondo lui Cthulhu sarebbe un’entità semidivina legata all’elemento dell’acqua che lotterebbe quindi contro altre entità legate all’elemento dell’aria come per esempio Hastur l’Innominabile, suo fratellastro, e marito di Shub Niggurath e padre quindi di Nug e Yeb, che sarebbero quindi i nipoti di Cthulhu.

E sti due sarebbero andati avanti a pestarsi per milioni di anni arrivando persino a lanciarsi varie atomiche.

E voi pensavate che i vostri parenti fossero terribili perché vi tediano sotto le feste?

Piccola curiosità “The Call of Ktulu” è un brano dei Metallica.

Ovviamente dall’immaginario legato a Cthulhu è stato tratto ogni sorta di ammennicolo, dai giochi di ruolo alle comparsate nelle serie TV, sino alle citazioni in vari film e videogiochi senza contare la sterminata quantità di libri e racconti.

Come per tutte le opere di Lovecraft la sua forza però non sta tanto in quello che è stato, ma in quanto ha influenzato il fantastico dopo di lui.

Ed ora, alla prossima miei prodi, tenete i vessilli pronti e le corazze d’oro massiccio lucide, ovviamente ci sarà del Trash, ovviamente ci sarà del buon gusto, tutto nei canoni della Compagnia Dorata, ovviamente!

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