Gli Dei Esterni di Lovecraft 06, Hastur

Un dorato giovedì a tutti voi, cavalieri errabondi, ronin, guerriere e combattenti varie, streghe e maghe, stregoni e maghi, savi e savie detentori di saggezze innominabili, apprezza tori di manga, anime, orrori cosmici vari, e soprattutto, del benemerito fantasy, a tutto voi, io, il Capitano della Compagnia Dorata, porgo i miei più luccicosi saluti.
La scorsa visita alla tomba di Nephren ka porta tutt’oggi delle conseguenze, per cui, bando alle ciance e iniziamo un articolo!
Oggi, vorrei parlarvi di una figura solare nota come Hastur, per chi se lo stesse chiedendo, sì, siamo sempre dalle parti di “Orrori Cosmici, ciclo di Cthulhu e altri dintorni Lovecraftiani” e sì, anche Hastur è un simpaticone.
Ma veniamo al sodo, e alle presentazioni! Ecco a voi Hastur, l’Innominabile, Colui che non deve essere nominato, Assatur, Xastur o Kaiwan.

Hastur, un tipo a cui è facile affezzionarsi

Hastur, un tipo a cui è facile affezzionarsi

A qualcuno di voi uno dei suoi epiteti dice qualcosa? Eh? Dai che siete stati attenti e avete letto uno dei miei articoli precedenti! Eh?
No, sento quello che state dicendo, non è qual cazzo di Voldemort in un momento di fissa per il giallo.
Mi riferivo all’articolo su Shub Niggurath in cui si diceva, tra i suoi vari epiteti che era la “Moglie di colui che non deve essere nominato”.
Ma snoccioliamo un po’ di dati.
Hastur è nominato da Lovecraft una sola volta, nel racconto “colui che sussurrava nelle tenebre”, e appunto, è solo nominato, un nome in un elenco di nomi di esseri e luoghi, quindi non è neppure ben chiaro se lui lo ritenesse un essere vero e proprio o il nome, per esempio, di un città (probabilmente poco piacevole) o di una località (altrettanto probabilmente blasfema).
Ma da dove, Lovecraft, trasse il nome Hastur? E’ probabile che derivi dalla raccolta di racconti horrorifici intitolata “The King in Yellow” scritta da Robert W. Chambers (uscita attorno al 1895) in cui Hastur indica tanto un luogo quanto un essere.
Fu in seguito August Derleth, scrittore Horror, curatore testamentario e amico di Lovecraft a portare avanti e pubblicare numerosi racconti proprio e “in collaborazione postuma” con Lovecraft a dare ad Hastur la forma che tutt’ora possiede e, francamente a creare un po’ di casino.
Ma di questo parleremo in seguito, ora concentriamoci sull’evoluzione del personaggio.
Con August Derleth il nostro Hastur, divenne un Grande Antico, fratellastro di Cthulhu e possessore di vari avatar per le sue incarnazioni, tra cui citeremo: il Re in Giallo, chiaramente derivata dalla sua versione originale nelle opere di Chambers, dovrebbe essere un essere umanoide coperto di vesti lunghe e gialle, una massa amorfa dalle forme simili a quelle di un polpo (perché un po’ di tentacoli non guastano mai), il “sommo sacerdote che non può essere descritto, un essere vagamente umanoide, probabilmente con vari tentacoli e col volto coperto da una maschera gialla e infine il Cerimoniere di Afar, un’altra versione tentacolata, ma questa volta dotata di uncini per estrarre il cranio alle sue vittime.
E ora veniamo al casino.
È probabile che Lovecraft assorbì e utilizzò parte dell’immaginario legato all’Hastur di Chambers e lo utilizzò per dar forma al proprio Nyarlathotep che infatti appare in numerose sue opere come un essere coperto da tuniche gialle o maschere di seta gialla (“La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath”).
La “Versione Gialla” sarebbe solo uno dei numerosi avatar di Nyarlathotep il cui preferito, come sappiamo, è il Faraone Nero.
L’esistenza di Hastur crea così una sorta di sovrapposizione, per cui non si riesce a capire con certezza di chi sia moglie Shub Niggurath.
Lo so, sono alcuni dei grandi problemi del mondo.
E ora un po’ di curiosità! Come molti dei personaggi più o meno legati a Lovecraft Hastur ha avuto un certo successo e viene tutt’ora riproposto i veste di citazione in numerose opere, tra cui:
In “Buon apocalisse a tutti”, di Terry Pratchett e Neil Gaiman, Hastur è il duca infernale che viene intrappolato nelle linee telefoniche.
Hastur è un dio da cui deriva una delle famiglie reali della serie Darkover di Marion Zimmer Bradley,
E ciò senza contare videogiochi e giochi da tavolo.

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